Nel seno di una famiglia benestante di Fuentevaqueros (o Fuente Vaqueros), prospero paesino all’incrocio di due fiumi, nella Vallata di Granada, il 5 giugno 1898 nasce Federico García Lorca. Suo padre, Federico García Rodríguez, è un ricco proprietario terriero; sua madre, Vicenta Lorca, una colta maestra di origini umili. “Da mio padre ho ereditato la passione e da mia madre l’intelligenza”, dirà a trent’anni…

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Una cronografia di FGL

1899. Federico García Lorca all'eta' di un anno nella casa di Fuentevaqueros.

1899. Federico García Lorca all'eta' di un anno nella casa di Fuentevaqueros.

1898
Nel seno di una famiglia benestante di Fuentevaqueros (o Fuente Vaqueros), prospero paesino all’incrocio di due fiumi, nella Vallata di Granada, il 5 giugno nasce Federico García Lorca. Suo padre, Federico García Rodríguez, è un ricco proprietario terriero; sua madre, Vicenta Lorca, una colta maestra di origini umili. “Da mio padre ho ereditato la passione e da mia madre l’intelligenza”, dirà a trent’anni.

1899
A causa della fragile salute di sua madre, Federico viene allattato e, in parte, allevato da una balia – la moglie del capataz del padre. Si è spesso detto che, pochi mesi dopo la nascita, Federico abbia sofferto di una non meglio identificata “grave malattia”, che, secondo alcuni, sarebbe durata addirittura fino ai quattro anni; tuttavia,  secondo Carmen, figlia della balia, si tratta di una leggenda.

1900
Luglio: nasce il fratello Luis. Federico manifesta già una grande sensibilità per la musica: “Canticchiava le canzoni popolari ancor prima di parlare e si entusiasmava sentendo suonare una chitarra”. A questa si aggiungerà, in seguito, una prodigiosa “memoria plastica” per i luoghi visti anche una sola volta.

1901
Una certa congenita mancanza di agilità –una gamba leggermente più corta dell’altra e i piedi piatti– impediscono al piccolo Federico di partecipare a quei giochi che richiedono destrezza fisica. È tuttavia un bambino molto allegro, circondato di cugini (almeno una quarantina) che se lo contendono all’ora del pranzo. Sua madre insegna a leggere a contadini del paese e dà letture dello Hernani, di Victor Hugo.

Scuola di Fuentevaqueros. Al centro, con il cappello di paglia, Federico (1901). Una certa congenita mancanza di agilità - una gamba leggermente più corta dell'altra e i piedi piatti - impediscono al piccolo Federico di partecipare ai giochi che richiedono destrezza fisica. é, tuttavia, un bambino molto allegro, circondato di cugini (ne ha circa una quarantina) che se lo contendono all'ora del pranzo. Sua madre insegna a leggere a contadini del paese e dà letture dello "Hernani", di Victor Hugo...

1901. Scuola di Fuentevaqueros (Granada). Al centro, con il cappello di paglia, Federico García Lorca.

1902
Maggio: muore di polmonite, a soli due anni, il fratellino Luis. Giugno: nasce il fratello Francisco. La famiglia si trasferisce in una casa più grande, oggi scomparsa, nella cui soffitta Federico inventa i suoi primi giochi. Nutre, inoltre, un enorme interesse per la natura e adora Aurelia, una cugina dieci anni più grande di lui, che canta e suona molto bene la chitarra; il suo ricordo gli ispirerà, verso la fine della vita, la pièce I sogni di mia cugina Aurelia. È affascinato, infine, dai riti della Chiesa e “improvvisa” messe in giardino.

1903
Aprile: nasce sua sorella Concha. Una volta alla settimana sua madre stende i vestiti a una famiglia di contadini del paese, talmente poveri da dover aspettare, ignudi nella loro casupola, che i loro unici indumenti siano asciutti. Federico la accompagna spesso. E’ la prima presa di coscienza del proprio privilegio, nonché della dura realtà che si nasconde sotto l’apparente spensieratezza della vita andalusa.

Federico a sei anni (1904).  Secondo diversi studiosi, le lievi limitazioni fisiche di Federico contribuiscono a farne un piccolo leader, che dà ordini ai suoi coetanei, rimanendo, allo stesso tempo, un bambino timido e alquanto pauroso. Si racconta che avesse paura persino di un certo innocuo scalino...

1904. Federico García Lorca a Fuentevaqueros, all'età di sei anni.

1904
Secondo diversi studiosi, le lievi limitazioni fisiche di Federico contribuiscono a farne un piccolo leader, che dà ordini ai suoi coetanei, rimanendo, allo stesso tempo, un bambino timido e alquanto pauroso. Si racconta che avesse paura persino di un certo innocuo scalino…

1905
“Tornando dalla messa con sua madre vide dei burattinai metter su il loro teatrino e non si mosse più dalla piazza. La sera non volle cenare. Tornò dopo lo spettacolo in stato di grande agitazione. Dal giorno dopo, in giardino, un teatrino di marionette sostituì definitivamente l’altare delle sue messe”. Ad ottobre Carlos Rueda, “il Pastore” amico e consigliere di suo padre, uomo molto caro a Federico, si ammala gravemente e muore. La visione di quel cadavere –di quel volto sfigurato dalla morte– rimarrà in lui viva per sempre.

1906
E’ ormai evidente che Federico possiede una non comune capacità di coinvolgere piccoli e grandi nei suoi giochi, familiarmente detti “le sue cose”. Tra le sue cugine, oltre ad Aurelia, lo affascina Clotilde, il cui vestito “verde arrabbiato” apparirà sia ne La calzolaia prodigiosa che ne La casa di Bernarda Alba.

1907
La famiglia si trasferisce ad Asquerosa (oggi Valderrubio), a circa quattro chilometri da Fuentevaqueros, in una nuova casa, più grande e più vicina alle vaste campagne del padre, piantate a barbabietola da zucchero. Qui Federico viene iscritto a scuola e, a giugno, cresimato dall’archivescovo di Granada.

1912. Federico García Lorca con sua madre, Vicenta, suo padre –Federico– e i suoi fratelli, Francisco e Concha.

1912. Federico García Lorca con sua madre, Vicenta, suo padre –Federico– e i suoi fratelli, Francisco e Concha.

1908
A settembre viene iscritto alla scuola media di Almería. Abita presso un maestro, antico collega e caro amico di sua madre. Tuttavia, a causa di un’infezione alla gola, dopo alcune settimane viene riportato ad Asquerosa. Non tornerà mai più ad Almería.

1909
Primavera: la famiglia si trasferisce a Granada, “città in cui si agita attualmente la peggiore borghesia di Spagna”. Viene iscritto alla scuola media del Colegio del Sagrado Corazón de Jesús. Ad ottobre nasce la sorella Isabel.

1910
Le notizie sui primi anni di Federico García Lorca a Granada sono molto scarse. Non va (e non andrà mai) molto bene a scuola. Inizia a frequentare i quartieri gitani che riappariranno in molte sue opere. Prende lezioni di pianoforte e musica presso il vecchio maestro Antonio Segura, che diverrà per lui oggetto di infinita ed eterna devozione.

1914. Federico García Lorca insegna a leggere musica alla sua sorella più piccola, Isabel.

1914. Federico García Lorca insegna a leggere musica alla sua sorella più piccola, Isabel.

1911
Tra i diversi personaggi della sua infanzia che riappariranno nelle sue opere, vi sono le donne della servitù; tra queste, le balie e, specialmente, la sua, Dolores, donna analfabeta, di immensa bontà e “fonte infinita di saggezza popolare”. La sua esuberanza e la sua parlata campagnola si ritroveranno, per esempio, nella Vecchia Pagana di Yerma o nella Governante di Donna Rosita nubile.

1912
A scuola le cose vanno sempre peggio. Un suo compagno di scuola dell’epoca racconta che Federico “era il peggiore della classe, ma non per mancanza di intelligenza, bensì di interesse. Per giunta si rese antipatico a un professore e… stava sempre all’ultimo banco”. La sofferenza di questi anni di scuola si ritroverà in Donna Rosita nubile e finanche nelle poesie di New York.

2 novembre 1916. Lorca in viaggio di studi, a Burgos, assieme ad altri alunni dell'Università di Granada.

2 novembre 1916. Lorca in viaggio di studi, a Burgos, assieme ad altri alunni dell'Università di Granada.

1913
Granada, l’Alhambra, la gloriosa storia della città, ciò che ne scrissero Baudelaire e Hugo, le musiche di Albéniz e di Debussy interessano Federico, in questo periodo, assai più della scuola. La sua destrezza al pianoforte fa sperare in una brillante carriera di concertista, se non addirittura di compositore, e il giovane sogna di perfezionarsi a Parigi.

1914
Ottobre: si iscrive al corso di accesso alla facoltà di filosofia, lettere e diritto di “quella decadente Università” di Granada. Viene rimandato a febbraio.

1915
Febbraio: inizia finalmente gli studi di filosofia, lettere e diritto –in cui non brillerà mai– presso l’Università di Granada. Si iscrive al Centro Artístico della città e diventa assiduo frequentatore del circolo culturale avanguardista “El Rinconcillo” (“L’Angoletto”), che si riunisce presso il Café de la Alameda. Qui contrae molte amicizie tra i giovani intellettuali della città. Fra essi vi è un futuro sindaco, un ricco intellettuale socialista, due giornalisti, futuri critici letterari, studiosi di letteratura e… tanti altri. Il loro incoraggiamento e sostegno sarà fondamentale per gli inizi letterari di Federico e quasi tutti diverranno amici a lui assai cari; ma più di ogni altro lo sarà Melchor Fernández Almagro, futuro critico teatrale e saggista, a cui, d’ora in poi, Federico ricorrerà ogni volta che avrà bisogno di un consiglio; Melchor rimarrà per sempre l’amico del cuore, nonché il più acuto intenditore contemporaneo dell’opera lorchiana.

1916
Maggio: muore il maestro Antonio Segura. Dal dolore Federico, che sognava Parigi più che mai, abbandona gli studi di musica e produce il suo primo sforzo letterario: Mi pueblo (Il mio paese). Giugno: iniziano i viaggi universitari in gruppo guidati dal suo professore di letteratura, Berrueta, destinato a diventare fondamentale per gli inizi del Federico letterato. Il primo viaggio lo porta in alcune località dell’Andalusia, tra cui Baeza, dove conosce il maestro di francese della scuola del paese: il poeta Antonio Machado… Ottobre-novembre: nuovo viaggio, stavolta a Madrid e altre città della Castiglia e della Galizia, fra cui Salamanca, alla cui università il gruppo viene ricevuto dal rettore, il già noto filosofo Miguel de Unamuno. Pare assodato che nelle settimane di questo viaggio, Federico si accorge di avere, oltre a quella musicale, anche una vocazione letteraria.

Federico a Granada (1918). Febbraio: pubblica, grazie all'aiuto economico di suo padre, il suo primo libro, Impressioni e paesaggi, frutto dei suoi viaggi di studio, dedicato allo scomparso maestro di musica. La critica di Granada é unanime: é nata una grande promessa della letteratura spagnola. Si interrompe -per una serie di piccoli malintesi- il rapporto col professor Berrueta. Giugno: non presenta nessun esame all'Università. Agosto: conosce la bellissima Emilia Llanos, e ne nasce una grande amicizia. Legge Tagore, Wilde, Maeterling, Ibsen, Strindberg, e lo attrae molto la filosofia indiana.

1918. Federico García Lorca a Granada.

1917
Febbraio-maggio: pubblica, sul Boletín del Centro Artístico de Granada, il suo primo testo, Fantasía simbólica, dedicato al poeta José Zorrilla in occasione del centenario dalla sua nascita. Nuovo viaggio di studi a Baeza –dove si innamora di una promettente pianista per la quale compone un’appassionata poesia– e nuova visita a Antonio Machado. Scrive in continuazione. Si delineano in lui due temi fondamentali: una forte ribellione verso la Chiesa e una profonda angoscia sessuale. Giugno-settembre: nuovo viaggio di studi in Castiglia e in Galizia, durante il quale pubblica, presso il Diario de Burgos, i suoi primi artícoli, fra cui uno sulla vita dei monaci (nella cui apparente abnegazione Federico vede radici nevrotiche) e un altro sulle regole della musica (in cui afferma, in sintesi, che se, in arte, le regole sono pur necessarie per i principianti, in seguito servono soltanto ai mediocri, e che il vero artista agisce per intuizione, non per regole). Dicembre: a Granada pubblica Baeza; legge Shakespeare, fondamentale nella sua visione del mondo.

1918
Febbraio: pubblica, grazie all’aiuto economico di suo padre, il suo primo libro, Impressioni e paesaggi, frutto dei suoi viaggi di studio, dedicato allo scomparso maestro di musica. La critica di Granada è unanime: è nata una grande promessa della letteratura spagnola. Si interrompe – per una serie di piccoli malintesi – il rapporto col professor Berrueta. Giugno: non presenta nessun esame all’Università. Agosto: conosce la bellissima Emilia Llanos, e ne nasce una grande amicizia. Legge Tagore, Wilde, Maeterling, Ibsen, Strindberg, e lo attrae molto la filosofia indiana.

Anni '20. Lorca assieme a Santiago Ontañón –futuro scenografo di Bodas de sangre e Amor de Don Perlimplìn con Belisa en su jardìn– in un luna park di Madrid.

Anni '20. Lorca assieme a Santiago Ontañón –futuro scenografo di Bodas de sangre e Amor de Don Perlimplìn con Belisa en su jardìn– in un luna park di Madrid.

1919
Aprile-maggio: preoccupati per via del pessimo rendimento di Federico negli studi (di nuovo non si presenta a nessun esame), i genitori gli concedono, controvoglia, di proseguirli a Madrid, presso la prestigiosa Residencia de Estudiantes, punta di diamante dell’insegnamento liberale e di ampi orizzonti della Spagna dell’epoca, inaugurata nel ’10. Recatovisi per un primo contatto, trova ad accoglierlo molti ex compagni di “El rinconcillo”, fra cui il caro Melchor, e vi conosce Luis Buñuel. Visita, inoltre, poeti e drammaturghi. Legge saggi di Unamuno. Estate: inizia rapporti epistolari destinati, in alcuni casi, a durare per anni. Pubblica Granada, elegia humilde e scrive Il maleficio della farfalla, la sua prima pièce teatrale. Settembre: decisivo incontro, a Granada, con il già celebre compositore Manuel de Falla. Novembre: si trasferisce alla Residencia de Estudiantes, dove, fra letture di poesia e serate di pianoforte, Federico non tarda a diventare assai popolare. Inizia a disegnare, passione che d’ora in poi lo accompagnerà per sempre.

1920
Federico non ha fidanzate, non va ai postriboli con i compagni, e per giunta è alquanto ammanierato: alla Residencia cominciano a circolare voci sulla sua presunta omosessualità, considerata all’epoca, a dir poco, un “difetto”. L’ormai intimo Buñuel, sorpreso da tali rumori, gli chiede se sia vero che è “finocchio”. Federico, indignato, risponde: “Io e te abbiamo chiuso”. Marzo: debutto, a Madrid, di Il maleficio della farfalla in affrettata versione per burattini, con la partecipazione della famosa ballerina e cantante popolare La Argentinita. L’avventura si rivela un fallimento: dopo quattro giorni la pièce viene ritirata dalla scena e mai più rappresentata in vita dell’autore. Inizia un progetto di poesie in forma di suites. Tensioni con suo padre per via del suo pessimo rendimento negli studi.

Con Luis Buñuel. Madrid (1922).

1922. Lorca assieme a Luis Buñuel, alla Residencia de Estudiantes, Madrid.

1921
Giugno: pubblica, a Madrid, Libro di poesie –raccolta di 69 poesie– dedicato a suo fratello Francisco. D’estate, a Granada, prende lezioni di chitarra flamenca e inizia a scrivere la pièce per burattini Tragicomedia de Don Cristóbal y la señá Rosita. Rinuncia alla laurea in lettere, ma promette di ottenerla almeno in diritto. Novembre: compone d’un fiato Poema del cante jondo come contributo al progetto di “un festival dedicato a recuperare i valori essenziali dei primitivi canti andalusi”, da svolgersi a Granada, che Federico promuove insieme ai musicisti Manuel de Falla, Joaquín Turina, ed altri. Pubblica una suite su Indice, rivista diretta dal poeta Juan Ramón Jiménez, futuro premio Nobel. Inizia a scrivere canzoni. “Non sono gitano”, dirà in seguito, “ma andaluso, che non è la stessa cosa, anche se gli andalusi sono quasi tutti un po’ gitani. Il mio gitanismo è un tema letterario e un libro; nient’altro”. Continua a scrivere suites in cui spesso ricorre il tema, presente in tutta la sua opera, dell’amore irrimediabilmente perduto.

1922
Granada, febbraio: scrive la conferenza El cante jondo. Pasqua a Siviglia in compagnia di suo fratello Francisco e di Manuel de Falla. Giugno: la sua lettura pubblica di poesie dal Poema del cante jondo riscuote grande successo. Ne tiene una seconda in apertura del Concurso de Cante Jondo, accompagnato, stavolta, da due giovani chitarristi: Manuel Jofré e Andrés Segovia. Estate: conclude la sua “farsa burattinesca” Tragicomedia de Don Cristóbal y la señá Rosita e progetta, assieme a Falla, la costruzione di una teatro per burattini. Riprende le suites: “Non hai idea – scrive ad un amico – di quale sofferenza io provi quando mi vedo riflesso nelle poesie…”. Prepara esami per l’università con l’aiuto del fratello Francisco, assai brillante negli studi. Settembre: “Sono stato promosso in dieci materie e finirò l’università a gennaio. Allora il mio signor papà mi lascerà volare. Ho intenzione di andare in Italia…”.

Residencia de Estudiantes di Madrid, 1923 (?) Il primo a sinisrtra, seduto, e' Salvador Dalì. Aprile-maggio: preoccupati per via del pessimo rendimento di Federico negli studi (di nuovo non si presenta a nessun esame), i genitori gli concedono, controvoglia, di proseguirli a Madrid, presso la prestigiosa Residencia de Estudiantes, punta di diamante dell'insegnamento liberale e di ampi orizzonti della Spagna dell'epoca, inaugurata nel '10. Recatovisi per un primo contatto, trova ad accoglierlo molti ex compagni di "El rinconcillo", fra cui il caro Melchor, e vi conosce Luis Buñuel. Visita, inoltre, poeti e drammaturghi. Legge saggi di Unamuno. Estate: inizia rapporti epistolari destinati, in alcuni casi, a durare per anni. Pubblica Granada, elegia humilde e scrive Il malefizio della farfalla, la sua prima piéce teatrale. Settembre: decisivo incontro, a Granada, con il già celebre compositore Manuel de Falla. Novembre: si trasferisce alla Residencia de Estudiantes, dove, fra letture di poesia e serate di pianoforte, Federico non tarda a diventare assai popolare. Inizia a disegnare, passione che d'ora in poi lo accompagnerà per sempre.

1923. Foto di gruppo alla Residencia de Estudiantes di Madrid. Il primo a sinistra, seduto, è Salvador Dalì; il terzo, Federico García Lorca.

1923
Assieme a Manuel de Falla, organizza e partecipa alla realizzazione di uno spettacolo per burattini dal titolo Fiesta para los niños (Festa per i bambini), con musiche di Stravinskij, Debussy, Albéniz, Ravel e Pedrell –eseguite al pianoforte dallo stesso Falla–, nonché le recite di un dialogo di Cervantes e de La fanciulla e il principe, adattamento teatrale di Lorca di un antico racconto popolare andaluso. Il successo di quella giornata rimarrà memorabile. Ottiene finalmente la laurea in diritto presso l’università di Granada. A febbraio torna, dopo un anno e mezzo di assenza, alla Residencia de Estudiantes, dove ritrova Buñuel e conosce Salvador Dalí; lavora, fra l’altro, alla suite El jardín de las toronjas de luna (Il giardino dei pompelmi di luna), “il giardino delle possibilità, il giardino di ciò che non è ma poteva (e a volte avrebbe dovuto) essere, il giardino delle teorie che passarono non viste e dei bambini che non sono nati”. Scrive il primo atto de La calzolaia prodigiosa. Esce su España, di Madrid, un articolo che lo saluta quale “grande rivelazione” della poesia spagnola. Assiste alla prima di Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello: un “incontro” che lascerà importanti tracce nelle sue opere teatrali future.

1924
Concepisce e inizia la stesura di Mariana Pineda, pièce ispirata alla vita dell’omonima eroina di Granada –“una Giulietta senza Romeo”–, uccisa nel 1831 per aver bordato una bandiera ai liberali per amore di uno di essi. Legge ad amici la Tragicomedia de Don Cristóbal y la señá Rosita. Inizia la sua ossessione (alimentata dai genitori per quasi tutta la vita) di restituire il più presto possibile, e “con gli interessi”, il denaro che spendono per lui. Estate presso la famiglia, dove scrive le prime poesie del Romancero gitano, il suo libro su Granada per eccellenza (ma non certo l’unico), “un canto andaluso in cui i gitani fungono da ritornello; un libro antipittoresco, antifolclorico, antiflamenco…”. Autunno: torna alla Residencia, dove conosce Rafael Alberti (c’è però chi afferma che fu nel ’22), a cui lo legherà una grande amicizia e ammirazione; stringe i rapporti con Dalí e Buñuel, coi quali va molto spesso al cinema (prova una grande ammirazione per Buster Keaton). Scrive nuove canzoni che evocano lo spirito di quel gruppo. Concepisce l’idea di Donna Rosita nubile. Legge Freud. Inizia una lunga corrispondenza con Juan Ramón Jiménez.

Nel laboratorio del dottor Pio del Rìo Hortega nella Residencia de Estudiantes, Madrid (1923-1924).

1923-1924. García Lorca nel laboratorio del dottor Pio del Rìo Hortega, presso la Residencia de Estudiantes, Madrid.

1925
Gennaio: Conclude Mariana Pineda. Inizia una corrispondenza di sette anni con il poeta Jorge Guillén. Pasqua: primo, memorabile, soggiorno a Cadaqués, in Catalogna, presso la famiglia di Salvador Dalí, della cui sorella Ana María diventa intimo amico. La sua lettura di Mariana Pineda riscuote un successo strepitoso tra i Dalí. Visita Firgueres e Barcellona. Rientrato alla Residencia compone la Oda para Salvador Dalí e, quasi contemporaneamente, scopre il surrealismo. Ne nascono, in estate, diversi dialoghi brevi, fra cui El paseo de Buster Keaton (La passeggiata di Buster Keaton): sono i primi testi lorchiani non ispirati all’Andalusia e costituiscono una svolta fondamentale nella sua opera. È, tuttavia, scontento: non sopporta più Granada; vorrebbe fuggire dalla dittatura, andare a Parigi, dove già si trova Buñuel… Ma è costretto, per i soliti motivi economici, a rinunciare persino al suo sogno di visitare l’Italia. Negli ultimi mesi dell’anno lavora all’“alleluja erotico” Amore di don Perlimplín con Belisa, centrato sul tema dell’impotenza sessuale.

Seduto nella sua casa di Granada sotto il quadro di Salvador Dalì "Sifòn y botella de ron" (1925).

1925. Federico García Lorca seduto nella sua casa di Granada sotto il quadro Sifòn y botella de ron, opera del pittore Salvador Dalì.

1926
Si sente sempre più “intrappolato” a Granada: da mesi, infatti, tenta invano di portare in scena Mariana Pineda o il Don Perlimplín… Scrive la conferenza La imagen poética de Don Luis de Góngora, che pronuncia a febbraio in occasione dell’inaugurazione dell’Ateneo Científico Literario y Artístico de Granada. A marzo, strappando il permesso ai genitori, riesce finalmente a tornare alla Residencia de Estudiantes, dove gode ormai di “una sorta di recondita gloria privata” e dove viene accolto da “grandi dimostrazioni di affetto” da parte di tutti. Ad aprile esce, sulla prestigiosa Revista de Occidente diretta dal filosofo Ortega y Gasset, la sua Oda a Salvador Dalí. Viene invitato – grazie a Jorge Guillén – all’Ateneo di Valladolid, dove tiene una memorabile lettura di poesie, che, ripresa da diversi giornali, sarà decisiva per la sua carriera. Rientrato a Madrid, viene presentato alla famosa attrice e impresaria Margarita Xirgu, a cui consegna in lettura Mariana Pineda. Estate a Granada, dove conclude Romancero gitano. È, tuttavia, assai insoddisfatto: “L’estate finisce e io sono ancora qui, lungi dall’iniziare la mia attività di poeta drammatico…”. Sempre più angosciato dalle pressioni monetarie a cui i genitori lo sottomettono (“dicono che non faccio niente…”), medita persino di abbandonare la carriera letteraria e di diventare professore, di immettersi “su una strada… come dire?… ufficiale. Ecco: ufficiale!”. Nel frattempo scrive la conferenza Homenaje a Soto de Rojas, da cui prende lo spunto per una lunga riflessione sull’importanza dell’obiettività nell’arte. In autunno appare, all’improvviso, un editore di Malaga disposto a pubblicare – anzi, ansioso di farlo – la trilogia Poema del cante jondo, Suites, Canciones, nonché Romancero gitano. Infine, a novembre, Margarita Xirgu gli promette che allestirà Mariana Pineda a Barcellona. Inizia, insomma, il vero “decollo” artistico di Federico.

Estate 1927 a Cadaqués con Salvador Dalì.

1927. Federico García Lorca e Salvador Dalì, d'estate, a Cadaqués, il paese del pittore.

1927
Marzo: viaggia a Madrid per leggere Mariana Pineda alla Xirgu; quindi rientra a Granada. A maggio esce il volume Canzoni, che lo coglie in partenza per Barcellona, dove realizza, assieme a Salvador Dalí, le scene e i costumi per Mariana Pineda. Entra nell’ambiente degli intellettuali catalani, che lo accolgono a braccia aperte. Giugno: il debutto di Mariana Pineda riscuote un grande successo di pubblico e, in buona parte, anche della critica. Per l’occasione, un gruppo di amici organizza, presso una galleria della città, una mostra parallela di 24 disegni di Lorca. Luglio a Cadaqués: l’uscita di alcune poesie di Romancero gitano, nonché di Canciones, fanno sí che Federico venga ormai acclamato dalla stampa come “il più grande poeta spagnolo contemporaneo”. Dal canto suo, il rapporto tra Lorca e Dalí raggiunge, durante l’estate, il suo massimo grado di intensità e segnerà un periodo importante dell’opera – e della vita – di entrambi. Agosto a Malaga con i suoi. Ottobre: strepitoso successo di Mariana Pineda a Madrid, che gli frutta il suo primo guadagno economico: l’affatto spregevole somma di 2.804 pesetas. Alberti gli presenta il giovane poeta Vicente Aleixandre (premio Nobel 1977, ndr): tra i due nasce un’amicizia assai profonda e destinata a durare per sempre. Dicembre: partecipa a Siviglia, assieme ad altri poeti, (Alberti, Dámaso Alonso, Guillén, ecc.) agli atti commemorativi in onore del poeta classico Luis de Góngora, organizzati e finanziati dal celebre torero e intellettuale Ignacio Sánchez Mejías, al quale Lorca rimarrà legato da grande amicizia. In questa occasione viene “battezzata” la cosiddetta “Generazione del ‘27”. Tra i nuovi amici di quest’anno va nominato anche il giovane poeta Luis Cernuda. Inizia, infine, il distacco di  Lorca dal surrealismo – al quale, del resto, non ha mai veramente aderito – che gli varrà le feroci critiche di Buñuel, ormai da tempo a Parigi.

Seduto davanti alla "Sfera di Porfidio". New York, Università di Colombia (1929).

1929. García Lorca seduto davanti alla Sfera di Porfidio, presso la Columbia University, a New York.

1928
Scrive e riunisce un gruppo con cui fonda, a Granada, la rivista d’avanguardia Gallo: il primo numero si esaurisce in due giorni; ma il secondo fallisce strepitosamente e l’avventura si coclude. Esce, presso la Revista de Occidente, Primo romancero gitano, raccolta di 18 poesie composte tra il ’24 e il ’27. Il libro diventa in poco tempo il più grande successo letterario spagnolo degli ultimi cento anni: “È il poema dell’Andalusia. Lo chiamo gitano, perché il gitano […] conserva la brace, il sangue e l’alfabeto della verità andalusa e universale”, spiegherà in seguito, rivelando che l’unico vero personaggio del libro è, in realtà, “la Pena, che penetra nelle ossa […] ma non ha niente a che vedere con la malinconia, né con la nostalgia, né con nessun altro dolore dell’animo”. Il 25 luglio legge sul giornale la notizia di “un delitto accaduto in misteriose circostanze”; nei giorni seguenti il mistero viene chiarito: è lo spunto per Nozze di sangue.

1929
Agli inizi dell’anno, riceve un invito a pronunciare una serie di conferenze negli Stati Uniti e a Cuba. Romancero gitano è già alla seconda edizione. Ai genitori, che lo accusano di non produrre denaro, risponde: “Non ho la colpa di molte mie cose. La colpa è della vita, delle lotte, delle crisi e dei conflitti morali che vivo”. In primavera il debutto di Amore di don Perlimplín con Belisa, diretta dall’autore, viene censurata e il copione sequestrato. Firma, assieme ad altri, un manifesto d’appoggio alle iniziative politiche del filosofo Ortega y Gasset “per una Spagna nuova e più libera” (destinate a fallire). Conosce, a Madrid, il dilomatico cileno Carlos Morla Lynch, la cui amicizia gli sarà spesso preziosa. Loda pubblicamente la poesia di Rafael Alberti. Riceve critiche da Buñuel e Dalì, che, a Parigi, girano Un chien andalou, ispirato, pare, proprio a Lorca. In questo periodo si interrompe il suo rapporto con lo scultore Aladrén, il che, sommato al “tradimento” di Dalì, gettano nello sconforto Federico, il quale, a Pasqua, partecipa in incognito, a Granada, alla processione della Madonna delle Angosce. Giugno: partenza per Parigi, Calais, Dover, Londra, Oxford, Southampton e, infine, New York, dove rimarrà per circa un anno, in qualità di studente, presso la Columbia University. Qui ritrova vecchi amici – Angel del Río, Federico de Onís, Andrés Segovia – e conosce, fra gli altri, il poeta León Felipe. Scrive Viaje a la luna, la sua unica sceneggiatura.

A Cuba (1930).

1930. Federico García Lorca a Cuba.

1930
New York: durante una serata dedicata a La Argentinita – in cui ritrova anche il torero Ignacio Sánchez Mejías, amante della festeggiata – Lorca legge alcune poesie, tratte da Poema del cante jondo, che poco dopo usciranno in un volume su di lei. Pronuncia, inoltre, le conferenze Imaginación, inspiración y evasión alla Columbia University, e Canciones de cuna españolas (Ninnenanne spagnole) al Vassar College. Armonizza, sempre per La Argentinita, diverse canzoni – che vengono registrate – e scrive una gran parte della pièce La calzolaia prodigiosa. A marzo parte per Cuba dove, nei due mesi della sua permanenza, pronuncia quattro conferenze, scrive la pièce Il pubblico e alcune scene di Di qui a cinque anni; pubblica altresì diverse poesie su riviste de L’Avana. A giugno rientra in Spagna. Dicembre: debutta a Madrid, con un notevole successo, la versione breve de La calzolaia prodigiosa allestita dalla compagnia di Margarita Xirgu; per l’occasione, oltre ai disegni di scene e costumi, Lorca trascrive vecchie canzoni popolari e recita in pubblico il prologo della pièce.

Il camion de La Barraca con cui percorre la Spagna diffondendo il teatro classico spagnolo (1932).

1932. Il camion della compagnia di teatro La Barraca, con cui Lorca percorre la Spagna, in lungo e in largo, diffondendo dovunque il teatro classico spagnolo.

1931
A gennaio conosce la famosa attrice di teatro argentina Lola Membrives. A marzo esce sul mercato il primo disco registrato assieme a La Argentinita, in cui Lorca suona il pianoforte; durante l’anno ne escono altri quattro che riscuotono grandi elogi della critica e un importante successo di pubblico, sia in Spagna che nell’America del Sud, grazie al quale Lorca puó permettersi, per la prima volta nella sua vita, di prendere in affitto un appartamento a Madrid (nella cui biblioteca, oltre alle opere complete di Shakespeare e una raccolta di poesie cinesi, una visitatrice noterà un’edizione della Divina Commedia in italiano…). Aprile: partecipa, in prima fila, ad una massiva manifestazione repubblicana il giorno delle elezioni (12 aprile). Trascorre l’estate a Granada, dove, scrivendo “giorno e notte”, conlude Di qui a cinque anni -“un mistero sul tempo in prosa e versi” in cui, oltre ad alludere alla maternità frustrata che tornerà in Yerma, affronta il tema della morte e del (proprio) fallimento dell’amore eterosessuale-, nonché una parte di Poeta a New York. A settembre inaugura, con la lunga Alocución al pueblo de Fuentevaqueros, la prima biblioteca pubblica del suo paese natale, dove è stato dato il suo nome a una via. Novembre: annuncia, in casa di Morla Lynch, la creazione di una compagnia di teatro ambulante. Stringe rapporti con il poeta Luis Cernuda.

Con la compagnia teatrale di Lola Membrives alla prima di "Bodas de sangre" a Buenos Aires. Teatro Avenida. 25 ottobre 1933

25 ottobre 1933. Lorca assieme all'attrice Lola Membrives al Teatro Avenida di Buenos Aires la sera della prima di Bodas de sangre.

1932
Prepara e dirige, assieme a Eduardo Ugarte, il gruppo universitario di teatro La Barraca – sovvenzionato dallo stato – il cui fine è quello di portare il teatro classico spagnolo (Calderón, Lope de Vega, Tirso de Molina, Cervantes) fin nei paesi più remoti della Spagna. Nel frattempo pronuncia diverse conferenze (tra cui la conferenza-récital Poeta a New York, che diventa ben presto famosa) a Siviglia, Valladolid, Vigo, La Coruña e San Sebastián. Scrive Seis poemas galegos in lingua galiziana. Escono, su diverse riviste, nove poesie ancora inedite, tra cui alcune “newyorchesi”. Scrive e legge a Madrid la Elegía a María Blanchard, in onore all’omonima pittrice spagnola. Luglio e agosto: prima tournée con La Barraca, che inizia nella Castiglia (a San Juan del Duero lo spettacolo viene interrotto dall’irruzione di una banda di giovani monarchici) e prosegue in Galizia, nelle Asturie e a Santander. Il successo è, praticamente dovunque, strepitoso. Nel frattempo permette (decisione molto audace data la sua riservatezza sulla questione dell’omosessualità) la pubblicazione della poesia Adán (Adamo). A settembre legge ad alcuni amici, in casa di Morla Lynch, la pièce Nozze di sangue, in cui, oltre al tema dell’amore perduto e dell’impotenza sessuale, affronta quello della cupidigia. A ottobre partecipa a una rappresentazione de La Barraca a Granada e quindi a Madrid, dove recita il ruolo dell’Ombra ne La vita è sogno di Calderón. Riceve tanti elogi dai progressisti quanti furiosi attacchi dalla destra. Va ad abitare coi suoi genitori, i quali nel frattempo si sono trasferiti a Madrid, e riprende la vecchia amicizia con il giovane poeta di Granada Pedro Salinas. Novembre-dicembre: conferenze a Pontevedra, Lugo e Barcellona.

Lorca nella tenuta di Alberto Mondino. Uruguay (1934).

1934. Lorca alla tenuta di Alberto Mondino (Uruguay).

1933
Marzo: la compagnia teatrale di Josefina Díaz porta in scena a Madrid Nozze di sangue, diretta dall’autore. Il successo è strepitoso e grazie ad esso il poeta godrà, per la prima volta nella vita, di una vera indipendenza economica dalla famiglia. Dal canto suo l’attrice Pura Ucelay riesce a ricuperare il copione di Amore di don Perlimplín con Belisa, sequestrato nel ’29, e il 5 aprile, a Madrid, in una serata unica, lo mette in scena assieme a La calzolaia prodigiosa. Nello stesso mese Lorca si iscrive alla Asociación de Amigos de la Unión Soviética e prende accordi con Lola Membrives per portare Nozze di sangue a Buenos Aires. A maggio il suo nome appare per primo tra i firmatari di un manifesto contro “la barbarie fascista” di Hitler;  partecipa, in qualità di pianista e amico, a una conferenza di Rafael Alberti. Assiste alla prima de L’amore stregone, di Falla, alla Residencia de Estudiantes, dove conosce Rafael Rodríguez Rapún, che, d’ora in poi, lo seguirà quasi dovunque in qualità di fedele segretario. Estate: riceve la notizia del trionfo di Nozze di sangue a Buenos Aires. Inizia la scrittura di Yerma. Nuova tournée de La Barraca, durante la quale concede un’intervista in cui, in riferimento a Alberti ed altri, afferma che un artista non deve fare politica, ma rimanere sempre “anarchico”. Alla fine di settembre si imbarca per Buenos Aires, dove arriva il 13 ottobre, dopo alcune tappe di poche ore a Rio de Janeiro e a Montevideo (dove è atteso da decine di giornalisti e fotografi). Ad accoglierlo al molo trova “una nube di gente”, compresi ministri e ambasciatori, e, pochi giorni dopo, pronuncia, per la prima volta, la conferenza Il duende. Teoria e gioco (Juego y teoría del duende), il cui successo è tale che viene “costretto” a riperterla alla radio. In questi giorni conosce Pablo Neruda, di cui presto diventa molto amico (non altrettanto accade, invece, con Borges) e insieme al quale recita, a novembre, il celebre Discurso al alimón, a due voci, in omaggio al poeta nicaraguegno Rubén Darío, a cui entrambi sono devoti.

Estate. Suonando il piano in casa. Huerta de San Vicente, Granada. 1935

1935. Lorca suona il pianoforte nella casa di famiglia, a Huerta de San Vicente (Granada).

1934
Continua l’apoteosi argentina; i due mesi di permanenza previsti sono già passati (in effetti diventeranno sei). A febbraio parte per pronunciare una serie di conferenze a Montevideo. “…è stato un enorme successo – scrive ai suoi -. Son dovuto scappare dalla sfilata di carnevale, perché la gente mi applaudiva per strada e gridava: ecco Lorca!”. A febbraio torna a Buenos Aires, dove dirige un adattamento de La dama boba di Lope de Vega per la compagnia Eva Franco. A marzo legge in pubblico due scene di Yerma, ancora inconclusa e offre uno spettacolo di burattini. Alla fine del mese torna in patria. (A salutarlo al porto di Buenos Aires accorre una massa spontanea; Lorca, emozionato, consegna a Neruda un pacco contenente “un regalo affinché continui la festa”: un pacco pieno di denaro) In Spagna, nel frattempo, la situazione politica è radicalmente cambiata; tuttavia, Lorca riprende subito l’attività con La Barraca, sempre più ferocemente attaccata dalla stampa di destra. Estate a Granada, dove conclude Yerma. Ad agosto, durante una corrida, muore il torero Ignacio Sánchez Mejías: “La morte di Ignacio è come l’apprendistato della mia morte. Provo una pace che mi stupisce”, dice il poeta, che, poco dopo inizia a comporre il Lamento per Ignacio Sánchez Mejías. Riceve un invito dal critico italiano Ezio Levi per visitare l’Italia, ma l’allestimento di Yerma a Madrid lo obbliga a rimandare il viaggio così spesso sognato. Lavora alle poesie del Diván del Tamarit. A Madrid, nel mezzo dei terribili avvenimenti che stanno scuotendo il paese, conclude (in casa di Neruda, che, nel frattempo, si è stabilito lì) Lamento per Ignacio Sánchez Mejías, di cui dà lettura nel salotto di Morla Lynch. Inizia Donna Rosita nubile, “pièce di dolci ironie, di pietose caricature, commedia borghese, il dramma della pacchianeria spagnola …”. Dicembre: debutto di Yerma,  durante il quale irrompe nel teatro un gruppo di estrema destra che considera la pièce “immorale e blasfema”; la serata risulta, tuttavia, un nuovo trionfo per Lorca.

La famiglia di Federico davanti alla casa della Huerta di San Vicente, Granada (1935).

1935. La famiglia di Federico García Lorca davanti alla loro casa di Huerta de San Vicente (Granada).

1935
Gennaio, Madrid: Lorca annuncia che, dopo Nozze di sangue e Yerma, è “quasi pronta” la terza parte della trilogia sulla Spagna (che, da tempo, si prefigge come meta); il titolo è La destrucción de Sodoma, ma non se ne saprà mai null’altro. Debutto a New York della versione inglese di Nozze di sangue (Bitter Oleander), con discreta accoglienza malgrado le difficoltà di adattamento. Prosegue invece il successo strepitoso di Yerma (130 rappresentazioni) in Spagna e di Nozze di sangue (oltre 100) in Argentina. Pasqua a Siviglia, dove ritrova il poeta Jorge Guillén e legge il Lamento per Ignacio Sánchez Mejías (proprio nella città del torero…). A maggio è a Madrid, dove conclude Donna Rosita nubile, in cui, secondo gli esperti, esprime al meglio il suo complesso rapporto amore-odio con Granada. Lorca è chiaramente “di moda”: esce la quinta edizione di Romancero gitano, che si esaurisce in pochi giorni. Buone vendite ottiene anche il Lamento…; alla Fiera del libro di Madrid viene rappresentato Retablillo di don Cristóbal, mentre a New York esce il primo saggio monografico sull’opera lorchiana. A giugno Pablo Neruda – la cui amicizia con Lorca è ormai molto profonda – pubblica la sua Ode a Federico García Lorca. Estate, come sempre, a Granada, dove riceve diversi attacchi espliciti da alcuni esponenti della borghesia locale, sempre riferiti alla sua omosessualità. Rientrato a Madrid, legge Donna Rosita nubile a Margarita Xirgu, che già progetta il proprio esilio volontario in Messico, e ordina le poesie di Poeta a New York; quindi parte, per il terzo anno consecutivo, con La Barraca, che, privata ormai di qualsiasi sovvenzione dal governo di destra, vive la sua ultima tounrnée. Settembre: trionfale debutto di Yerma a Barcellona (durante la rappresentazione molta gente piange), dove Lorca offre anche un récital di poesie (ritrasmesso alla radio) per gli operai catalani. Rivede, dopo sette anni, Salvador Dalì. A novembre firma – assieme a Machado ed altri – un manifesto contro l’invasione italiana in Abissinia. Dicembre: debutto di Donna Rosita nubile: nuovo trionfo…

Madrid, 17 Aprile 1936.

1936. Federico García Lorca a Madrid il 17 Aprile.

1936
Gennaio: escono in volume Nozze di sangue e Prime canzoni. Lorca, intanto, progetta la costruzione di un teatro di burattini. Margarita Xirgu parte per il Messico, ma Lorca, che – pare – ha già il biglietto, decide all’ultimo momento di rimanere per seguire i suoi mille progetti in corso. Febbraio: redige e firma, assieme a Rafael Alberti ed altri 300 intellettuali spagnoli, un manifesto d’appoggio al Frente Popular, che appare sul giornale comunista Mundo Obrero il 15 febbraio, un giorno prima delle elezioni che la sinistra vince di poco. In questo periodo Lorca riceve un autentico “bombardamento” di telegrammi dalla Xirgu, che lo prega in mille modi di raggiungerla in Messico, dove le sue piéce (Yerma, Nozze di sangue, eccetera) riscuotono successi strepitosi. Ogni tanto Lorca annuncia la propria partenza; ma il tempo passa e lui rimane. Ad aprile legge, alla radio di Madrid, Semana Santa en Granada (Pasqua a Granada), testo in cui per molti versi attacca la classe dominante della città. Rilascia, inoltre, diverse interviste in cui quasi ossessivamente ribadisce, da una parte, la necessità di “un teatro impegnato, che affronti i problemi sociali”, e, dall’altra, la sua fede nel proprio teatro “impossibile” (Il pubblico o il progetto, mai compiuto, intitolato El sueño de la vida, che secondo alcuni studiosi sarebbe la Commedia senza titolo, scritta in questi mesi). In Spagna, intanto, la situazione politica precipita – anche per via dell’inopportuna scissione del Partito socialista -. Scrive in pochissimo tempo La casa di Bernarda Alba, il suo “dramma della sessualità andalusa”, e il primo atto (l’unico rimasto) de I sogni di mia cugina Aurelia. A luglio la sinistra è sempre più divisa, le azioni fasciste si moltiplicano, e le sparatorie sono ormai all’ordine del giorno; il 13 (due sere dopo un’ultima cena a casa di Neruda), contro tutti i consigli degli amici, Lorca parte per Granada…

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“L’album fotografico di Federico García Lorca” by Alessandro Ryker is licensed under a Creative Commons License. Based on a work at:  http://www.presseaporter.com/wp/?p=977