Da una recensione di Pier Paolo Pasolini su Roma nella “Dolce vita”di Fellini
(Filmcritica n. 94, 1960)

Guardate la Roma che egli descrive: é difficile immaginare un mondo più perfettamente arido. Un’aridità che toglie vita, che angoscia. Vediamo passare davanti ai nostri occhi un fiume di personaggi umilianti, in un umiliante spaccato della capitale: tutti cinici, tutti meschini, tutti egoisti, tutti viziati, tutti presuntuosi, tutti vigliacchi, tutti servili, tutti impauriti, tutti sciocchi, tutti miserabili, tutti qualunquisti: é la mostra della piccola borghesia italiana in un suo ambiente che ne esalta gli aspetti, che la brucia in una tetra luce evidenziante. Ad essa si mescolano, dall’alto e dal basso, dei mostri, irrelati, irriferibili: dall’alto i nobili, dai basso i sottoproletari, e vi portano una ventata che a suo modo é pura, é vitale.

Ma come essere riusciti a vedere purezza e vitalismo anche nella massa piccolo-borghese che brulica in questa Roma arrivista, scandalistica, cinematografara, superstiziosa e fascista, mi sembra una cosa incredibile. Eppure non c’é nessuno di questi personaggi che non risulti puro e vitale, presentato sempre in un suo momento di energia quasi sacra.

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Dai dialoghi del “La dolce vita”, 1960
Sceneggiatura di Federico Fellini, Tullio Pinelli ed Ennio Flaiano.
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Maddalena (Anouk Aimee) e Marcello Rubini (Marcello Mastroianni) in macchina a Piazza del Popolo.
Esterno notte.

Maddalena
Vorrei vivere in una città nuova e non incontrare più nessuno.

Marcello
A me invece Roma piace moltissimo, una specie di giungla, tiepida tranquilla dove ci si può nascondere bene.

Maddalena
Anch’io vorrei nascondermi, ma non ci riesco, non ci riesco…. E adesso cosa si fa?

Marcello
Facciamo un giro… restiamo.

Maddalena
Anche Roma, che noia! Mi ci vorrebbe un’isola.

Marcello
Se la compri.

Maddalena
Ci ho pensato. Ma poi, ci andrei?

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Marcello Rubini (Marcello Mastroianni) e Sylvia (Anita Ekberg) nella fontana di Trevi.
Esterno notte/alba.

Sylvia
Marcello! Come here, hurry up!

Marcello
Si Sylvia, vengo anch’io, vengo anch’io. Ma sì hai ragione lei, sto sbagliando tutto. Stiamo sbagliando tutti … Sylvia, Sylvia, ma chi sei?

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Marcello Rubini (Marcello Mastroianni) incontra Steiner (Alain Cuny) in chiesa.
Interno giorno.

Steiner
Quanto tempo che non ci vediamo, eh? … Come va il tuo libro?

Marcello
Ah sì, va avanti. Sto raccogliendo il materiale. Anzi ho finito e appena avrai un po di tempo pensavo di fartelo leggere. E tu?

Steiner
Ho letto un tuo articolo qualche giorno fa. Mi é piaciuto molto, sai?

Marcello
No.

Steiner
E perché? Andava benissimo. Era lucido, appassionato. Vi ho ritrovato il meglio di te, le qualità che ti ostini a nascondere e che malgrado tutto ti appartengono.

Marcello
Ma no. Credo proprio di non saper scrivere.

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Signora (Maria Leibl) con Emma (Yvonne Fourneaux) al miracolo.
Esterno giorno.

Giornalista (voce fuori campo che interroga i bambini che hanno visto la Madonna)
Ma come avete capito che era proprio la Madonna? Ve lo ha detto lei?

Signora
Non ci vogliono proprio credere!

Altra voce fuori campo
Ma come si fa a credere? Ma sarà stata proprio la Madonna?

Signora
Ma non importa se é la Madonna sì o no!

Emma
Come non importa? Perché dice così signora?

Signora
Ma sì non importa! La vostra Italia é una terra di culti antichi e ricca di forze naturali e sovrannaturali e quindi ognuno ne sente l’influenza. Del resto chi cerca Dio lo trova dove vuole!

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Steiner (Alain Cuny) e Marcello Rubini (Marcello Mastroianni) davanti ad un quadro di Morandi. Interviene Iris Tree. Interno notte

Marcello
Senti, ho visto che hai un bellissimo Morandi.

Steiner
Ah sì, é il pittore che amo di più. Gli oggetti sono immersi in una luce di sogno, eh? Eppure sono dipinti con un stacco, una precisione, un rigore che li rendono quasi tangibili. Si può dire che é un arte in cui niente accade per caso.

Iris
Steiner ha detto che tu hai due amori e che non sai scegliere fra i due. Giornalismo e letteratura. Attento, la prigione! Stai libero, disponibile, come me. Non sposarti a niente, non scegliere mai. Anche nell’amore é meglio essere scelto. Greeting is to burn and not to freeze.

Marcello
Qualche anno fa ho letto le sue poesie quando pensavo di scriverle anch’io. Mi piacciono, sono forti, nette, non sembrano scritte da una donna.

Emma interrompe
Ma che ne sai tu delle donne!

Marcello
Questa é proprio l’arte che preferisco quella che penso servirà domani. Un’arte chiara, netta, senza retorica che non dica bugie, che non sia adulatrice. Adesso faccio un mestiere che non mi piace ma penso spesso a quello che occorrerà domani.

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Iris a Steiner
Tu sei il vero primitivo, primitivo come una guglia gotica, sei così alto che non puoi sentire nessuna voce.

Steiner
Ah si? Se mi vedessi nella mia vera statura ti accorgeresti che non sono più alto di così.

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Steiner (Alain Cuny) e Marcello Rubini (Marcello Mastroianni) nella stanza dei figli di Steiner.
Interno notte

Steiner
Qualche volta, di notte, quest’oscurità questo silenzio, mi pesano. È la pace che mi fa paura, temo la pace più di qualunque altra cosa. Mi sembra che sia soltanto un’apparenza e che nasconda l’inferno. Pensa a cosa vedranno i miei figli domani. il mondo sarà meraviglioso – dicono. ma da che punto di vista se basta uno squillo di telefono ad annunciare la fine di tutto. Bisognerebbe vivere fuori dalle passioni, oltre i sentimenti, nell’armonia che c’è nell’opera d’arte riuscita, in quell’ordine incantato. Dovremmo riuscire ad amarci tanto da vivere fuori dal tempo. Distaccati. Distaccati.


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“Luoghi del “La dolce vita” di Fellini” by  Corrado Bonora is under Creative Commons License. Based on a work at: http://www.presseaporter.com/wp/?p=1768